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Ferrero inarrestabile |
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2010-02-26 |
Juan Carlos Ferrero, classe 1980, pareva da tempo sulla strada del tramonto. Surclassato dalla potenza di Nadal, proprio mentre il maiorchino esplodeva in tutta la sua forza, Juan Carlos si eclissava. Qualche problema fisico, un certo logorio dopo cinque stagioni passate al vertice con un tennis molto dispendioso (per un normotipo come lui); e la testa già ben focalizzata altrove, su vari business (hotel, organizzazione di tornei, una grande accademia, ecc).
Era scivolato nell'oblio, anche in patria, che forse fin troppo in fretta lo accontonò in favore dell'Ercole Nadal. Lui, un po' seccato, non ha mai digerito questa situazione, ma l'ha accettata con grande dignità. Nel 2009 tornò dall'ennesimo guaio fisico, e disse che in mancanza di risultati concreti (era addirittura fuori dai top100 Atp!), avrebbe appeso la racchetta al chiodo, visti i mille interessi che già rimpievano la sua giornata.
Però nel corso del 2009 c'è stato un certo risveglio, addirittura a Wimbledon, torneo che non ha mai digerito, da vero terraiolo. Nel 2010 s'è presentato a fari spenti sul circuito, ma i risultati parlano chiaro: è in striscia positiva da 13 match, con le vittorie conquistate a Costa do Sauipe e Buenos Aires. Questa settimana è in campo ad Acapulco, e pare non aver alcuna intenzione di fermarsi. Ha battuto prima il tosto russo Andreev, che su terra in eventi di quella categoria è il peggior rivale che puoi trovare; non contento, ieri notte ha battuto in tre set Nicolas Almagro, campione dell'evento messicano da due stagioni.
Ferrero è tornato prepotentemente nella top20 Atp. Sulle ali dell'entusiasmo ha dichiarato che vuole fortemente tornare nella top10. Obiettivo non facile, ma vista la mancanza di vocazione di veri giocatori adatti al "rosso", e con pochissimi punti di da difendere, è possibile che Juan Carlos sia il vero spauracchio degli eventi europei sul rosso. Il resto della truppa è avvisato. (Marco Mazzoni) |
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