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Il Pagellone degli Australian Open
2010-02-03
 
Federer: Hors categorie. Leonino nel mandare in tilt il flipper russo. Spietato nel domare il panda Jo. Il Re della Foresta ha riconosciuto il valore del giovane aspirante al trono finale, accettandone la sfida laddovč lo si credeva pił debole. Ha porto il fianco sinistro e rimesso in riga lo stesso il giaguaro delle highlands. Sontuoso e crudele. Leone. 9

Murray: Dal famelico giaguaro ammirato contro il malconcio toro spagnolo, passando per il cobra fatale incantatore della giraffa Cilic, all'ultimo gattino (o gattone, per chi lo accosta a Mecir) arruffato della finale. Coitus... pardon... metamorphosi interrupta. Falco a metą. 7.5

Cilic: Ha divelto di forza le ali all'albatross Juan Martin e ha resistito di carattere al ritorno dell'aquila americana Andy. Pericolosissimo sottovalutarlo. Iena. 7

Nadal: Il Toro Maiorchino ha piegato malamente le ginocchia davanti al primo vero ostacolo incontrato. Che sia sulla prematura via dell'estinzione ? Mammut. 6

Djokovic. Malaticcio e confusionario (almeno quanto il buon Tacchini, tanto per rimanere in tema di animali, che gli ha cucito addosso una mise per lo meno rivedibile) ha smarrito troppo presto la via del successo nella foresta australe. Agnello (sacrificale). 5

Serena: Cacciatrice dal sangue freddo. Scampata con un mezzo miracolo alla buca bielorussa, ha poi tirato dritto buttando il cuore e la classe oltre l'ostacolo fino alla meritata vittoria finale. Pantera. 8.5

Sharapova: Qualcuno le spieghi, che per vederla giocare bene adesso non basterebbe nemmeno il photoshop, tanto (ab)usato nei suoi sempre pił numerosi servizi fotografici. Pavone. 4

Azarenka: Stupenda ammaliatrice: Tra graffi e urla belluine spinge addirittura Serena sull'orlo del baratro. Peccato che al primo ruggito di quest'ultima, si sciolga poi come neve al sole. Cicala. 6.5

Na Li: Azzanna e dissangua in maratona la docile gazzella Venus. Non paga combatte fino allo strenuo delle forze anche contro l'altra Williams. Tennisticamente parlando, un brutto cagnaccio per tutte, se svegliata bene. Pechinese. 7

Clijsters: Pigra e in luna nera esce con le ossa rotte dal pesantissimo e prematuro frontale con il tir russo Petrova. Mamma orsa 5

Henin: Stupisce contro il cigno Dementieva e il (per ora) brutto anatroccolo Wickmayer. Ruggente ma troppo leggera al servizio, si arrabatta indomita fino al terzo round della finale. Ahilei non basta. (L'eleganza del) Riccio. 7.5 (Edoardo Abrate)
 
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