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Roger e Serena campioni degli Australian Open
2010-02-01
 
Roger Federer e Serena Williams confermano il loro ruolo di favoriti, vincendo gli Australian Open 2010, primo torneo dello Slam stagionale. Le finali non erano affatto scontate, perché Justine Henin e Andy Murray erano due rivali agguerriti e tecnicamente molto forti.

Sabato in campo la finale femminile. Non è stata una partita "bella" dal punto di vista stilistico: molti errori, molta tensione. Da un lato Serena, che voleva a tutti i costi confermarsi come miglior giocatrice al mondo, soprattutto di fronte a Justine Henin, che era la legittima n.1 fino al suo clamoroso ritiro nella primavera 2008. Serena voleva vincere anche per confermare di essere oggi più forte della rivale. Justine ha lottato con tutte le sue armi, riuscendo a rientrare in partita e impensierendo l'americana in molti frangenti; tuttavia ha pagato la differenza di rendimento al servizio. Serena ha spesso avuto buon gioco nell'entrare in campo sulle seconde di servizio della belga, troppo deboli. Una vittoria in tre set, figlia sooprattutto del miglior killer instinct della più giovane delle "sorellone", che gioca i punti importanti al top. Henin tuttavia era al suo primo grande torneo, e aver raggiunto una finale al primo tentativo è l'ennesima conferma della sua superiorità tecnica, che se sostenuta da una ottima forme fisica le consentirà molto rapidamente di salire il classifica e lottare per il primato. Sognando di vincere Wimbledon, l'unico grande torneo che manca nel suo palmares e che l'ha fortemente motivata a rientrare sul circuito dopo un anno e mezzo di stop.

La finale del maschile ha visto una eccellente prestazione di Federer, che ha vinto il suo 16esimo torneo dello Slam, quarto successo in Australia dopo quelli del 2004, 2006 e 2007. Murray era un rivale molto temibile: gli head to head davano un 6 a 4 per lo scozzese, ma con Federer vittorioso negli ultimi due match. Roger ha giocato un match solido, servendo bene; non tanti ace ma servizi molto vari, che non hanno mai permesso allo scozzese di prendere il ritmo alla risposta. Inoltre Federer ha mantenuto quasi sempre il pallino del gioco, colpendo "a morte" il rivale grazie a dritti lungolinea dopo uno scambio serrato sulla diagonale del rovescio. Su queste improvvise accelerazioni, Andy arrivava in corsa, perdendo spesso il controllo del colpo. Inoltre lo scozzese ha tenuto una condotta di gara fin troppo conservativa, non riuscendo quasi mai a togliere l'iniziativa a Federer. Bellissimo per emozioni il tiebreak del terzo set, finito 13-11 per Roger. Murray ha avuto 5 set point, alcuni non giocati benissimo. (Marco Mazzoni)
 
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